È un approccio alla supervisione che integra, in maniera sinergica, i contributi della psicoterapia corporea e della psicoterapia psicodinamica all’interno di una cornice teorico clinica ispirata ai principi della Biodinamica applicata all’ambito psicoterapeutico. Nel contesto della supervisione, il termine biodinamico descrive una prospettiva che concepisce la relazione terapeutica come un sistema dinamico complesso, regolato da interazioni continue tra: • processi top down, legati a funzioni riflessive, simboliche e narrative • processi bottom up, connessi a segnali sensoriali, pattern corporei e attivazioni affettive primarie
L’obiettivo centrale è mettere in evidenza come l’utilizzo sinergico di competenze e sensibilità differenti possa costituire un potente stimolo trasformativo nella formazione del terapeuta. La supervisione diventa così il luogo in cui si integrano i due piani fondamentali dell’esperienza clinica: il “sentire” — nelle sue componenti corporee, affettive ed enterocettive — e il “pensare”, nelle sue funzioni riflessive, simboliche e narrative.
L’attenzione è rivolta all’analisi e alla comprensione dei processi che emergono nella relazione terapeutica, assumendo che dimensioni cognitive, affettive e somatiche siano co costitutive dell’esperienza clinica e vadano quindi considerate in modo integrato. In questa prospettiva, il setting di supervisione diventa il luogo in cui tali dinamiche vengono rese esplicite, sostenendo il terapeuta nella capacità di monitorare, discriminare e integrare i diversi livelli dell’esperienza.